2.11.09

In memoria di Alda Merini



















Apocalisse

Di Alda Merini

Vecchia e rugosa Gerusalemme

le tue dita sono prensili come la luce

e se tu ti addormenti

vedrò sorgere da te miriadi di asfodéli.

Ma da te escono fiere inesistenti

e sono le belve della mia passione

e la tua passione si converte in grandezza

e l’unicorno geme alle tue spalle.

Come sei bella sposa

come una prigioniera che aneli al suo sposo

tu sei la fanciulla che non perde il suo nome

ma che incontrerà l’anello sponsale del sacrificio

mettendo le tue mani nella mia mano.

Tu proverai che la terra non conta niente

di fronte all’esaltazione divina

e vedrai che le fiere più maledette

si accovacceranno (umili) ai tuoi piedi.

Il figlio di Dio sta per arrivare

egli ha calmato i dolori del parto

ha negato l’Annunciazione

e si è incarnato nella forza del suo scudiscio.

Egli verrà a sposarti

accompagnato da angeli.

12.10.09

Ave o Maria

Ave o Maria, madre nostra.
A Te che hai avuto un Figlio,
a Te che conosci l'amore del genitore,
a Te che hai sofferto e trepidato per Tuo Figlio.
Io, che pure sono figlio Tuo, e genitore anch'io, Ti scrivo e prego.
Alla sera,
quando l'ombra vince la luce e la sicurezza viene meno,
quando mi chino e guardo e accarezzo la testa dei miei figli,
quando penso al male nel mondo,
allora, mi sento perduto, perchè mi pare di non poterli proteggere.
Un'ansia opprimente ed insolubile mi prende, perchè acquisto coscienza di quanto poco sono e quanto poco posso fare.
Io cerco allora rifugio in Te, sotto il Tuo manto turchino voglio nascondermi e nascondere i miei cari.
Che forte è la Tua potenza ed il lunatico serpe nulla può.
Accoglici Madre nostra, la Luce della tua stella, pura vera ed incorruttibile, possa continuare a guidarci dissipando le tenebre e ciò che vi si cela.

6.10.09

Cronaca da Lilliput


A Lilliput gli abitanti non sanno di essere piccoli e pensano invece di essere i più grandi del creato.

A Lilliput gli abitanti vedono il monte e pensano che il monte veda ciascuno di loro e sappia e conosca le vicende di ciascuno di loro e debba adoperarsi affinchè tutto proceda per il meglio.

A Lilliput gli abitanti pensano che il cielo sia grande come le loro tasche e che il turchino, le stelle coi pianeti e la stessa terra che calpestano siano la fodera delle loro tasche.

A Lilliput hanno pensato di ricordare al monte che esso è loro soggetto, ed allora hanno spogliato un’intera collina di tutto ciò che di verde c’era, con il legname di un immenso albero che cresceva sulla collina hanno costruito un immenso palo aguzzo, il palo è stato profondamente e saldamente infisso nel terreno.

A Lilliput le nuvole, che stanno nelle tasche degli abitanti, ora s’impigliano sulla aguzza punta dell’enorme palo che è stato infisso nella brulla collina.

La nuvola, quando s’impiglia si disfa in mille filacci che gli abitanti di Lilliput raccolgono in enormi matasse con le quali tessono le fodere delle loro tasche.