Due principi mi guidano irremovibili:
1) la pazienza è la virtù dei forti;
2) la speranza è l'ultima a morire.
Pensavo che per alleviare i disagi ai passeggeri si usa preannunciare
la data di un sciopero in modo che chi deve spostarsi possa regolarsi
di conseguenza. Confidando in questa logica, avendo già acquistato un
biglietto Alitalia con partenza il 7 settembre da Milano per Perugia,
e leggendo sui giornali dello sciopero di 24 ore programmato per tale
data, chiamo il call center Alitalia per spostare il biglietto. La
signorina, gentile, mi risponde che la tariffa da me acquistata non
consente nè lo spostamento nè il rimborso del biglietto. Paziente
anch'io, spiego che sono costretto a spostare il volo per motivi da
me non dipendenti quali appunto lo sciopero. La signorina dopo aver
consultato il supervisore mi dice che dovrei recarmi in aeroporto il
7 ed attendere fiduciosamente la mia riprotezione sul primo volo
disponibile. Peccato che io viaggio per lavoro, che devo essere a
Perugia venerdì mattina e che su Perugia ci sono solo due voli
serviti da un piccolissimo aereo sub-affittato ed il primo della
giornata parte alle 14:25.
Forte della Carta dei Diritti del Passeggero (Quinta Edizione)
eccepisco che la procedura in caso di cancellazione del volo
(l'aeromobile non parte), prevede l'offerta di un volo alternativo
con un anticipo di due settimane, e che essendo nota la cancellazione
del volo avrei almeno diritto a tale trattamento (anche se l'anticipo
non è stato rispettato e se l'offerta non c'è stata). La signorina si
riconsulta col supervisore e pazientemente mi risponde che siccome lo
sciopero può essere revocato fino a 24 ore prima, ad oggi, 4
settembre, almeno teoricamente, il volo non è cancellato e che,
dunque, al massimo potrò chiedere di spostare il volo solo dopo la
conferma del suddetto sciopero.
Io, sempre paziente, ma un pochino sgomento, a meno di due giorni
dalla fatidica data, passo in rassegna le seguenti scelte:
a) pregare ardentemente perchè lo sciopero sia revocato o confermato
in tempo utile per trovare posto e partire il 6;
b) recarmi tranquillo e fiducioso, previa aspersione di acqua santa,
agli imbarchi il giorno 7 per bivaccare a Malpensa fino alla mia
riprotezione;
c) perdere il biglietto, aggiungerci il costo di un biglietto
ferroviario (sperando che non vi siano incidenti o agitazioni del
settore), trascorrere almeno 6 ore per percorrere i circa 400
kilometri che separano Milano da Perugia) con i veloci treni italiani.
Pazientemente, mi chiedo, ma perchè la gente non usa i trasporti
pubblici ?
4.9.06
Trasporti e virtù
17.8.06
Ciò che resta
Mia madre sta muorendo ed io, assieme a mia moglie e mia sorella, vado a prenderle l’abito per l’ultimo viaggio.
Rientro nella casa ove sono vissuto per tanti anni e, mentre loro cercano tra gli abiti, solo, mi aggiro per quelle stanze un tempo familiari.
Cerco ricordi, aiuti per perdere il meno possibile.
Salgo in mansarda, ecco la poltrona dove amava fare le parole crociate; scendo in cucina, ecco la lavagnetta della spesa, in un cassetto i suoi occhiali, vecchie riviste di prima che il male si manifestasse; vado in salotto, la vedo mentre spolvera i mobili; nel bagno, i suoi trucchi, rivedo i gesti delicati con cui li usava.
Ecco cosa resta, dopo l’onda della morte.
Il quotidiano, un gesto, un oggetto apparentemente banale, una scena, un sorriso.
Cose che non erano destinate ai posteri, ma per me, ora, sono invece le più importanti.
Comincio ad ammucchiare in una borsa, poi, capisco che ciò che cerco non è nei feticci, ma in un luogo sicuro ed esclusivo, dentro di me.
Nulla può la Mietitrice, che lei ha impresso la sua immagine, in me.
Io stesso, così come sono e sento, sono il prodotto anche di tutti coloro che amo. Come una spugna ho assorbito senza rilasciare, come coralli sono il risultato di superfetazioni, come un tronco sono formato da miriadi di anelli concentrici ove ho imprigionato anche parti di mia madre.
E nulla e nessuno mai potrà togliermeli perché sono la mia essenza.
Rientro nella casa ove sono vissuto per tanti anni e, mentre loro cercano tra gli abiti, solo, mi aggiro per quelle stanze un tempo familiari.
Cerco ricordi, aiuti per perdere il meno possibile.
Salgo in mansarda, ecco la poltrona dove amava fare le parole crociate; scendo in cucina, ecco la lavagnetta della spesa, in un cassetto i suoi occhiali, vecchie riviste di prima che il male si manifestasse; vado in salotto, la vedo mentre spolvera i mobili; nel bagno, i suoi trucchi, rivedo i gesti delicati con cui li usava.
Ecco cosa resta, dopo l’onda della morte.
Il quotidiano, un gesto, un oggetto apparentemente banale, una scena, un sorriso.
Cose che non erano destinate ai posteri, ma per me, ora, sono invece le più importanti.
Comincio ad ammucchiare in una borsa, poi, capisco che ciò che cerco non è nei feticci, ma in un luogo sicuro ed esclusivo, dentro di me.
Nulla può la Mietitrice, che lei ha impresso la sua immagine, in me.
Io stesso, così come sono e sento, sono il prodotto anche di tutti coloro che amo. Come una spugna ho assorbito senza rilasciare, come coralli sono il risultato di superfetazioni, come un tronco sono formato da miriadi di anelli concentrici ove ho imprigionato anche parti di mia madre.
E nulla e nessuno mai potrà togliermeli perché sono la mia essenza.
8.8.06
Infausto agosto
Al solstizio di giugno il sole raggiunge la sua massima forza, la luce prevale sul buio, il calore dei raggi è benefico come l'abbraccio di una madre ed io gioisco.
Ma presto quel calore affettuoso e generante si secca. La forza avanza l'amore, la luce, che presagisce il declino, è disperata, dimentica l'abbraccio con l'ombra, la vede nemica e tutto brucia spietata al mezzogiorno.
E' agosto ed io soffro per tanta inutile violenza portatrice di morte.
Il mio cuore, però, già conosce l'esito della stolta battaglia, arriverà settembre riconciliatore coi ricordi dei passati momenti d'amore.
Il giorno di nuovo riabbraccerà morbidamente la notte, che, tenera, dimentica delle passate battaglie, lo ricambierà.
E verrà novembre pietoso al capezzale del giorno per prepararlo al prossimo trapasso.
Infine dicembre e gennaio, quando la notte da sposa amante ritorna madre amata.
E sarà al solstizio di dicembre, quando, in quei momenti di maggior buio, nel grembo della Madre si compirà il gran Mistero ed allora io, nuovamente, gioirò.
Ma presto quel calore affettuoso e generante si secca. La forza avanza l'amore, la luce, che presagisce il declino, è disperata, dimentica l'abbraccio con l'ombra, la vede nemica e tutto brucia spietata al mezzogiorno.
E' agosto ed io soffro per tanta inutile violenza portatrice di morte.
Il mio cuore, però, già conosce l'esito della stolta battaglia, arriverà settembre riconciliatore coi ricordi dei passati momenti d'amore.
Il giorno di nuovo riabbraccerà morbidamente la notte, che, tenera, dimentica delle passate battaglie, lo ricambierà.
E verrà novembre pietoso al capezzale del giorno per prepararlo al prossimo trapasso.
Infine dicembre e gennaio, quando la notte da sposa amante ritorna madre amata.
E sarà al solstizio di dicembre, quando, in quei momenti di maggior buio, nel grembo della Madre si compirà il gran Mistero ed allora io, nuovamente, gioirò.
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